L’alchimia ecologica allo sbando… April 19, 2006
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Da misna.org una notiziola che ritengo interessante (mi spiace di non poter fornire il link ma il sito apre le news a modo suo, in ogni caso la riproduzione completa citando la fonta è autorizzata.)
ANCORA UN EFFETTO INDESIDERATO DI IMPRUDENTE ‘ALCHIMIA’ ECOLOGICA
Lo chiamavano l’‘albero del deserto’ o anche ‘albero dei poveri’, per la sua capacità di crescere nei luoghi aridi portando legna da ardere e ombra alle popolazioni più provate dalle stagioni secche, ma dopo venti anni di insediamento in Kenya, il ‘Prosopis’ sta diventando un problema. La pianta, che raggiunge rapidamente un’altezza di 12 metri e le cui radici si spingono a grande profondità, è stata introdotta in Kenya con un programma finanziato dalle Nazioni Unite negli Anni ’80 proveniente da Messico e da Cile per combattere l’erosione del terreno e la desertificazione; ma ora, a detta dell’Istituto di ricerche forestali di Nairobi, sta “invadendo” il paese. La sua resistenza e la sua prolificità (una pianta in buone condizioni produce 1 milione di semi in baccelli) ha determinato il suo grande successo a scapito di altre piante autoctone; spunta ovunque in terreni agricoli, strade ma anche argini dei fiumi, con l’effetto di deviare i corsi d’acqua. Le amministrazioni locali hanno ingaggiato una lotta a colpi d’accetta contro l’amico di un tempo trasformatosi in ospite invadente, ma sembra che l’abbattimento del robusto albero sia particolarmente difficile da mettere in pratica perché poco remunerativo per gli operai rispetto alla grande fatica. Per affrontare il problema, il governo ha di nuovo scelto l’opzione straniera. Dopo aver importato l’albero ora ha importato anche la ‘cura’: un insetto originario del Sudafrica ghiotto di foglie di Prosopis, chiamato Algarobius: il coleottero è al momento in quarantena nei laboratori di Nairobi, sotto osservazione per valutare la sua nocività nei confronti delle specie locali.
[BF]
Ora io non dico niente, ma qualsiasi testo di ecologia (quella che si studia all’università, non quella che si legge sui giornali) ricorda gli effetti devastanti che ebbero sulla fauna (e flora) australiana l’introduzione doi specie apparentemente innocue come il coniglio o della scomparsa di varie specie in presenza di concorrenti importati.
Lo sanno pure gli autori di fantascienza, cribbio! Ho letto stasera un racconto di Harry Turtledove che parla proprio di quello che succede quando si importano piante ed animali dove non c’erano! (se vi interessa e sapete l’inglese, il racconto in questione si chiama “Audobon in Atlantis” Analog, Dec 2005).
In attesa di uno speciale di Quark sull’argomento, mi domando: a cosa pensavano i tipi dell’ONU che hanno attivato il programma? Fornisco la prima ipotesi che mi è venuta in mente.
L’Uranio non uccide, anzi forse si… March 2, 2006
Posted by pallino in mondo, sanità, scienza.comments closed
Vi ricordate l’Uranio impoverito che è stato usato nella guerra in Bosnia?
Sono giunte le rassicuranti conclusioni dell’inchiesta del nostro parlamento, che spiegano:
Secondo la bozza di relazione, dalle audizioni svolte, dalle verifiche compiute e dalle testimonianze raccolte dalla Commissione, «non sono emersi elementi che consentano di affermare» che le patologie in questione siano da attribuire agli effetti derivanti dall’esposizione alle radiazioni o alla contaminazione dovuta al munizionamento all’uranio impoverito.
Quindi. le pallottole all’uranio impoverito non fanno mica male o meglio può essere ma non ci sono prove, un po’ come gli OGM.
Gli OGM, però, non si possono seminare mentre l’Uranio impoverito può essere sparso a piene a mani sui campi della Bosnia (non ex-jugoslavia, per pietà! O parliamo dell’entità geografica e allora è ancora “Jugoslavia” == “terre slave del Sud” o parliamo di entità politica e allora si devono chiamare gli stati per nome).
Ma, a proposito, quanto Uranio abbiamo sparso?
Che è stato comunque usato in gran quantità sia nel 1994-’95 in Bosnia (circa 10.000 colpi sparati su 12 siti), sia nel 1999 in Kosovo (31.000 colpi su 85 siti).
Quanto pesa un proiettile? Mah, chiediamo a Wikipedia visto che, per ora, c’è…
(principalmente dai cannoni GAU-8a da 30mm degli aeroplani d’attacco A-10, ogni proiettile dei quali conteneva 272 grammi di uranio impoverito).
272 grammi? alla faccia!
Quindi sono 272*(10.000+31.000)= 11.152.000 grammi (circa).
Con le equivalenze andavo forte in Quarta, vediamo oggi….
11.152.000g = 11.152kg = 11,152 tonnellate
Mica male, 11 tonnellate di uranio impoverito su un territorio pari a quello di un paio di regioni italiane. Tanto non fanno male, o almeno non ci sono le prove.
Infatti:
A sostegno di questa tesi anche il fatto che, a tutt'oggi, non sarebbero state
riscontrate tracce di uranio impoverito nei campioni istologici di militari italiani
che hanno sviluppato tumori.
e inoltre:
La Commissione però sottolinea che ogni forma tumorale ha quasi sempre «un'eziologia multicausale» ed è in questo contesto che vengono prese in considerazione quelle situazioni di degrado ambientale ed inquinamento «che possono aver giocato un ruolo particolarmente importante nel primo periodo di operatività dei contingenti, quando più alta era la concentrazione di inquinanti derivanti da manufatti industriali o civili danneggiati o distrutti dalle operazioni belliche».
Bene quindi è colpa dell'ambiente degradato: d'altra parte se la gente in tempo di guerra non investe in materiali di qualità e nei piani di riciclo poi magari viene il cancro anche alle truppe di pace che sparano innocuo uranio impoverito (tanto non finisce negli esami istologici.) Vabbè, caso chiuso...
A questo proposito nella bozza di relazione si ricordano soprattutto le 'nanoparticelle' che si producono in presenza di altissime temperature e la cui inalazione è stata indicata da alcuni esperti come possibile causa di incidenza di tumori.
Aspetta, aspetta? E queste chi sono?
«ciò suggerisce l'ipotesi - si legge nella bozza - di un ruolo indiretto dell'uranio nel promuovere le patologie tumorali attraverso le nanoparticelle da esso generate, che sembrano essere suscettibili di dispersione anche a grande distanza dal luogo di impatto dei proiettili e per un periodo di tempo allo stato non valutabile».
Scusate ma non ho capito bene...
L'uranio (ipotetico) genera le nanoparticelle (ipotetiche quanto l'uranio) che durano e possono spargersi non si quanto ma secondo i titoli dei giornali l'uranio impoverito è innocente? Continuo a non capire...
Boh, l'unica cosa non ipotetica è il numero dei casi di cancro in giro per il mondo (ed in particolare per chi va in missione di pace) che aumenta...
Vabbè, per fortuna nel Galles del sud hanno capito tutto sul modo di proteggere la civiltà dal vero pericolo! Altro che Uranio!
God Save the Queen (from nanoparticles).