Sei uomini gravi dopo aver provato farmaco sperimentale March 16, 2006
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E’ proprio vero che le industrie farmaceutiche guidano la ricerca…
Sei uomini sono ricoverati in gravi condizioni al Northwick Park Hospital di Londra dopo avere partecipato come volontari alla sperimentazione di un nuovo farmaco. Lo ha reso noto l’agenzia britannica per il farmaco Mhra (Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency), che aveva autorizzato i test clinici dopo i risultati ottenuti in laboratorio e su modelli animali e che ha immediatamente sospeso il trial in attesa di accertare le cause dell’effetto avverso.
I volontari, che venivano pagati 150 euro al giorno, erano in tutto otto, tutti sani e in perfette condizioni: sei di loro hanno assunto la nuova molecola e due placebo. Attualmente preoccupano soprattutto le condizioni di due dei sei uomini coinvolti, mentre gli altri quattro, benché anche per loro la situazione sia critica, mostrano segni di miglioramento, assicura Ganesh Suntharalingam, direttore del reparto di cure intensive dell’ospedale londinese.
Immagino che saranno entusiasti di star migliorando, ma d’altra parte li pagavano quindi non possono mica lamentarsi…
In mezzo alle scuse:
La Parexel ha parlato di evento ‘’sfortunato e insolito”.
il nome della molecola è Tgn1412, segniamo il nome e aspettiamo fiduciosi…
Perchè l’aviaria fa notizia ed il colera no? March 5, 2006
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Sarà la febbre, ma direi che la domanda è legittima.
Siamo ancora bersagliati dalle segnalazioni di cigni morti, aironi, papere e (ancora) cigni, con aggiornamenti continui a causa dell’influenza degli uccelli (strano, io pensavo che prendessero quella degli anfibi…).
Immagino che, per quanto Storace&minestri vari si possano abboffare di cosce di pollo rigorosamente gratis, la notizia dell’undicesima vittima (ricorda quasi Sheckley, come titolo) possa preoccupare, anche se, pure stavolta, di contaggio uomo-uomo non se parla e quindi non c’è nulla di nuovo.
Viceversa, per sapere che in Sudan sono morte 127 persone di colera (A proposito, quanti morti fa il colera all’anno? Clicca e segna che mi pare interessante), bisogna fare una ricerca mirata oppure avere la fortuna di trovarla mentre passa su news.zerozone.it, un raccattanotize che ha il vezzo di dare a tutte le notizie che passano la stessa importanza sia che riguardino un programma per pc che l’uragano Katrina.
(Peccato che la ricerca non mi funzioni ma, amen! mica è gooooooogle.)
Ora, visto che 127 morti sono di più di 11 (essendo uno schifoso specista non conto gabbiani, cigni eccetera) segno la notizia, avendo cura di non tirare dentro assieme al colera pure i morti per AIDS sennò poi parto con le battutine sulle case farmaceutiche che invece di abbassare i prezzi fanno le pubblicità sceme in televisione.
L’Uranio non uccide, anzi forse si… March 2, 2006
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Vi ricordate l’Uranio impoverito che è stato usato nella guerra in Bosnia?
Sono giunte le rassicuranti conclusioni dell’inchiesta del nostro parlamento, che spiegano:
Secondo la bozza di relazione, dalle audizioni svolte, dalle verifiche compiute e dalle testimonianze raccolte dalla Commissione, «non sono emersi elementi che consentano di affermare» che le patologie in questione siano da attribuire agli effetti derivanti dall’esposizione alle radiazioni o alla contaminazione dovuta al munizionamento all’uranio impoverito.
Quindi. le pallottole all’uranio impoverito non fanno mica male o meglio può essere ma non ci sono prove, un po’ come gli OGM.
Gli OGM, però, non si possono seminare mentre l’Uranio impoverito può essere sparso a piene a mani sui campi della Bosnia (non ex-jugoslavia, per pietà! O parliamo dell’entità geografica e allora è ancora “Jugoslavia” == “terre slave del Sud” o parliamo di entità politica e allora si devono chiamare gli stati per nome).
Ma, a proposito, quanto Uranio abbiamo sparso?
Che è stato comunque usato in gran quantità sia nel 1994-’95 in Bosnia (circa 10.000 colpi sparati su 12 siti), sia nel 1999 in Kosovo (31.000 colpi su 85 siti).
Quanto pesa un proiettile? Mah, chiediamo a Wikipedia visto che, per ora, c’è…
(principalmente dai cannoni GAU-8a da 30mm degli aeroplani d’attacco A-10, ogni proiettile dei quali conteneva 272 grammi di uranio impoverito).
272 grammi? alla faccia!
Quindi sono 272*(10.000+31.000)= 11.152.000 grammi (circa).
Con le equivalenze andavo forte in Quarta, vediamo oggi….
11.152.000g = 11.152kg = 11,152 tonnellate
Mica male, 11 tonnellate di uranio impoverito su un territorio pari a quello di un paio di regioni italiane. Tanto non fanno male, o almeno non ci sono le prove.
Infatti:
A sostegno di questa tesi anche il fatto che, a tutt'oggi, non sarebbero state
riscontrate tracce di uranio impoverito nei campioni istologici di militari italiani
che hanno sviluppato tumori.
e inoltre:
La Commissione però sottolinea che ogni forma tumorale ha quasi sempre «un'eziologia multicausale» ed è in questo contesto che vengono prese in considerazione quelle situazioni di degrado ambientale ed inquinamento «che possono aver giocato un ruolo particolarmente importante nel primo periodo di operatività dei contingenti, quando più alta era la concentrazione di inquinanti derivanti da manufatti industriali o civili danneggiati o distrutti dalle operazioni belliche».
Bene quindi è colpa dell'ambiente degradato: d'altra parte se la gente in tempo di guerra non investe in materiali di qualità e nei piani di riciclo poi magari viene il cancro anche alle truppe di pace che sparano innocuo uranio impoverito (tanto non finisce negli esami istologici.) Vabbè, caso chiuso...
A questo proposito nella bozza di relazione si ricordano soprattutto le 'nanoparticelle' che si producono in presenza di altissime temperature e la cui inalazione è stata indicata da alcuni esperti come possibile causa di incidenza di tumori.
Aspetta, aspetta? E queste chi sono?
«ciò suggerisce l'ipotesi - si legge nella bozza - di un ruolo indiretto dell'uranio nel promuovere le patologie tumorali attraverso le nanoparticelle da esso generate, che sembrano essere suscettibili di dispersione anche a grande distanza dal luogo di impatto dei proiettili e per un periodo di tempo allo stato non valutabile».
Scusate ma non ho capito bene...
L'uranio (ipotetico) genera le nanoparticelle (ipotetiche quanto l'uranio) che durano e possono spargersi non si quanto ma secondo i titoli dei giornali l'uranio impoverito è innocente? Continuo a non capire...
Boh, l'unica cosa non ipotetica è il numero dei casi di cancro in giro per il mondo (ed in particolare per chi va in missione di pace) che aumenta...
Vabbè, per fortuna nel Galles del sud hanno capito tutto sul modo di proteggere la civiltà dal vero pericolo! Altro che Uranio!
God Save the Queen (from nanoparticles).
Pochi grassi non salvano la vita… February 9, 2006
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Che altro dire?
Segna!
S’ode da destra uno squllo di tromba,,,
- Non è poi così assodato che scalare i grassi dalla dieta faccia bene alla salute. Uno studio pubblicato dal Journal of the American Medical Association pone un punto interrogativo su uno degli assunti aurei della medicina: che abbondare con burro e carne rossa faccia crescere il rischio di ammalarsi di cuore, di cancro alla mammella o al colon-retto.
Da sinistra risponde uno squillo…
Eppure dopo averlo letto non mi sento di capovolgere il messaggio diretto ai pazienti” dice Giovanni Gasbarrini, direttore dell’Istituto di medicina interna dell’Università Cattolica di Roma. ”
La bella mascherina anti-aviaria January 19, 2006
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Dopo aver comprato milioni di dosi antivirali, improvvisamente non vanno più bene.
Dal Corriere.it:
Gli antivirali contro la pandemia? «Può darsi che si rivelino non soltanto un fiasco, ma addirittura un bommerang». A sostenerlo è l’epidemiologo Tom Jefferson, primo autore di uno studio pubblicato dalla rivista inglese The Lancet sull’efficacia dei farmaci candidati a proteggerci in caso di epidemia di aviaria tra gli uomini. La ricerca, finanziata dal Ministero della Salute britannico e dalla Regione Piemonte, è una revisione critica di oltre 50 studi clinici eseguiti su questi farmaci negli anni passati.
Ovviamente sempre che ci fidiamo ancora del Lancet…
Lo scandalo delle valvole cardiache January 11, 2006
Posted by pinco in sanità.1 comment so far
dal Corriere del 11/01/2006:
«Stop alla fiction, danneggia gli indagati»
È la «morale» della trama dell’episodio «Valvole cardiache», per la serie «Un caso di coscienza 2», in onda domani su Raiuno. Ma c’è una differenza, rispetto ai fatti successi nei nosocomi di Torino e Padova: nella fiction, il dottor Feliciani (interpretato da Roberto Accornero) viene denunciato da un parente delle vittima e quindi punito con la condanna; mentre, nella realtà, la parola fine è ancora lontana;
…
L’avvocato Tiziana Parenti (ex pm ed ex parlamentare di Forza Italia), difensore del professor Dino Casarotto, accusato di omicidio colposo, lesioni colpose e corruzione, s’indigna, diffidando la Rai dal mandare in onda l’episodio della fiction. «Esso — protesta il legale — allude con evidenza alla storia reale; la conclusione di colpevolezza a cui giunge lo sceneggiato andrebbe a ledere i diritti al giusto processo, oltre a intaccare l’onorabilità del mio assistito». Casarotto (sospeso dall’incarico) era il responsabile del centro di cardiochirurgia dell’ospedale di Padova.
Da Class City:
Dino Casarotto
Titolo accademico: professore ordinario di cardiochirurgia presso l’Università degli studi di Padova
Incarico: direttore Istituto di chirurgia cardiovascolare
Ospedale: Azienda ospedaliera di Padova
Clinica universitaria: Istituto di chirurgia cardiovascolare
Specialità di eminenza: cardiochirurgia
Da il resto del carlino:
VENEZIA, 13 FEBBRAIO 2003 – Il cardiochirurgo padovano Dino Casarotto, primario del centro trapianti «Gallucci», è stato arrestato oggi dai carabinieri dei Nas nell’ambito delle indagini sulle presunte mazzette per le valvole cardiache della Tri Technologies, risultate poi difettose.
…
L’arresto, avvenuto a Padova e al quale ha partecipato anche personale del Gico della Guardia di Finanza, è da mettere in relazione agli sviluppi del troncone padovano dell’inchiesta, in particolare alle dichiarazioni che Vittorio Sartori, titolare della For Hospital, avrebbe reso ai magistrati.
L’imprenditore, indagato assieme al fornitore delle valvole, Giovanni Albertin, titolare della For.Med, avrebbe sostenuto di aver pagato direttamente a Casarotto una «tangente» di un milione di vecchie lire per ognuna delle 40 valvole mitraliche della Tri Technologies (34 delle quali poi trapiantate su pazienti) vendute con licitazione diretta all’azienda ospedaliera di Padova tra il novembre 2000 e il febbraio 2002.