5000 poliziotti per una Condoleeza April 26, 2006
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Dal corriere.com
L’arrivo del segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ieri mattina ad Atene ha innescato una delle più violente proteste antiamericane degli ultimi tempi che hanno visto oltre 2mila persone, per lo più giovani, scendere in piazza per protestare
Con draconiane misure di sicurezza, più di 5.000 poliziotti delle unità speciali anti-rivolta erano stati dispiegati sin da lunedì nelle strade centrali della capitale
In pratica due poliziotti per ogni dimostrante.
Prove tecniche di militarizzazione o semplice paranoia?
Il cavallo di Google April 26, 2006
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Io so solo una cosa: cavallo vincente non si cambia.
Pero' c'e' chi dice: chi non va avanti va indietro.
Quale proverbio vincerà?
Vedremo. Il blocco note ci sta apposta.
Google, parte il rodaggio di Orion?
Il colosso di Mountain View aggiorna il motore di ricerca ed inizia a sperimentare un nuovo sistema di visualizzazione per i risultati di ricerca. Gli screenshot lasciano pochi dubbi: in azione il nuovo algoritmo OrionMountain View (USA) – Google ha iniziato la sperimentazione di un nuovo formato per la visualizzazione dei risultati di ricerca . Attivo soltanto negli Stati Uniti, almeno per il momento, il nuovo sistema permette agli utenti di "sbirciare" nei contenuti dei siti indicizzati senza accedervi direttamente.
Un ricco menù ad espansione affianca adesso i risultati di ricerca e sostituisce le poche righe descrittive che finora hanno caratterizzato Google. L'espansione del menù abilita alla ricerca diretta sui contenuti del sito selezionato, insieme all'elenco delle aree tematiche in esso affrontate.
L’alchimia ecologica allo sbando… April 19, 2006
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Da misna.org una notiziola che ritengo interessante (mi spiace di non poter fornire il link ma il sito apre le news a modo suo, in ogni caso la riproduzione completa citando la fonta è autorizzata.)
ANCORA UN EFFETTO INDESIDERATO DI IMPRUDENTE ‘ALCHIMIA’ ECOLOGICA
Lo chiamavano l’‘albero del deserto’ o anche ‘albero dei poveri’, per la sua capacità di crescere nei luoghi aridi portando legna da ardere e ombra alle popolazioni più provate dalle stagioni secche, ma dopo venti anni di insediamento in Kenya, il ‘Prosopis’ sta diventando un problema. La pianta, che raggiunge rapidamente un’altezza di 12 metri e le cui radici si spingono a grande profondità, è stata introdotta in Kenya con un programma finanziato dalle Nazioni Unite negli Anni ’80 proveniente da Messico e da Cile per combattere l’erosione del terreno e la desertificazione; ma ora, a detta dell’Istituto di ricerche forestali di Nairobi, sta “invadendo” il paese. La sua resistenza e la sua prolificità (una pianta in buone condizioni produce 1 milione di semi in baccelli) ha determinato il suo grande successo a scapito di altre piante autoctone; spunta ovunque in terreni agricoli, strade ma anche argini dei fiumi, con l’effetto di deviare i corsi d’acqua. Le amministrazioni locali hanno ingaggiato una lotta a colpi d’accetta contro l’amico di un tempo trasformatosi in ospite invadente, ma sembra che l’abbattimento del robusto albero sia particolarmente difficile da mettere in pratica perché poco remunerativo per gli operai rispetto alla grande fatica. Per affrontare il problema, il governo ha di nuovo scelto l’opzione straniera. Dopo aver importato l’albero ora ha importato anche la ‘cura’: un insetto originario del Sudafrica ghiotto di foglie di Prosopis, chiamato Algarobius: il coleottero è al momento in quarantena nei laboratori di Nairobi, sotto osservazione per valutare la sua nocività nei confronti delle specie locali.
[BF]
Ora io non dico niente, ma qualsiasi testo di ecologia (quella che si studia all’università, non quella che si legge sui giornali) ricorda gli effetti devastanti che ebbero sulla fauna (e flora) australiana l’introduzione doi specie apparentemente innocue come il coniglio o della scomparsa di varie specie in presenza di concorrenti importati.
Lo sanno pure gli autori di fantascienza, cribbio! Ho letto stasera un racconto di Harry Turtledove che parla proprio di quello che succede quando si importano piante ed animali dove non c’erano! (se vi interessa e sapete l’inglese, il racconto in questione si chiama “Audobon in Atlantis” Analog, Dec 2005).
In attesa di uno speciale di Quark sull’argomento, mi domando: a cosa pensavano i tipi dell’ONU che hanno attivato il programma? Fornisco la prima ipotesi che mi è venuta in mente.
Via un diritto dei genitori… March 9, 2006
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Che è quello di portarsi via i figli un paio di giorni senza chiedere pemesso in carta da bollo.
Intanto si segna, visto che ancora non serve il modulo apposito per farlo, poi si vedrà…
l'Alta Corte di Londra ha sentenziato che è illegale portare i figli in vacanza durante l'anno scolastico senza il consenso del preside.
in pratica:
Due giudici hanno infatti dato torto a una madre che aveva preso una settimana non autorizzata di ferie per portare le tre figlie, pur brave a scuola, alle finali di un concorso di danza perché credeva che sarebbe stato importante per la loro formazione. Due mesi dopo la donna aveva vinto un viaggio premio e aveva portato le ragazze con sé, malgrado la scuola le avesse nuovamente rifiutato il permesso di farlo.
Il parere dei presidi è illuminante:
«Questo sarà molto utile alle scuole e ai presidi che vogliono mettere fine alle vacanze durante l'anno scolastico, che interferiscono con l'istruzione degli allievi»
State buoni, cattivi genitori, e non sgarrate che sennò la democratica legge uguale per tutti vi punirà come si deve…
Prove generali… March 6, 2006
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…di ignoramento dell’Italia.
Che sia un segnale?
Oscar, «Crash» batte i cowboy gay e Clooney
ITALIANI A BOCCA ASCIUTTA – Per le tre candidature italiane, infine, purtroppo nulla di fatto. Come miglior film straniero a «La bestia del cuore di Cristina Comencini la giura dell’Academy ha preferito il sudafricano «Tsotsi». Non ce l’hanno fatta neanche Gabriella Pescucci, per i costumi di «La fabbrica di cioccolato» (ha vinto Colleen Atwood, per «Memorie di una Geisha»), e Dario Marianelli, per la colonna sonora di «Orgoglio e pregiudizio» (s’è aggiudicato la statuetta Gustavo Santaolalla, per «I segreti di Brokeback Mountain»).
Oggi niente oscar. Domani fuori dal G8.
Troppo pessimista? Ma intanto noi segnamo nel post-it.
Perchè l’aviaria fa notizia ed il colera no? March 5, 2006
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Sarà la febbre, ma direi che la domanda è legittima.
Siamo ancora bersagliati dalle segnalazioni di cigni morti, aironi, papere e (ancora) cigni, con aggiornamenti continui a causa dell’influenza degli uccelli (strano, io pensavo che prendessero quella degli anfibi…).
Immagino che, per quanto Storace&minestri vari si possano abboffare di cosce di pollo rigorosamente gratis, la notizia dell’undicesima vittima (ricorda quasi Sheckley, come titolo) possa preoccupare, anche se, pure stavolta, di contaggio uomo-uomo non se parla e quindi non c’è nulla di nuovo.
Viceversa, per sapere che in Sudan sono morte 127 persone di colera (A proposito, quanti morti fa il colera all’anno? Clicca e segna che mi pare interessante), bisogna fare una ricerca mirata oppure avere la fortuna di trovarla mentre passa su news.zerozone.it, un raccattanotize che ha il vezzo di dare a tutte le notizie che passano la stessa importanza sia che riguardino un programma per pc che l’uragano Katrina.
(Peccato che la ricerca non mi funzioni ma, amen! mica è gooooooogle.)
Ora, visto che 127 morti sono di più di 11 (essendo uno schifoso specista non conto gabbiani, cigni eccetera) segno la notizia, avendo cura di non tirare dentro assieme al colera pure i morti per AIDS sennò poi parto con le battutine sulle case farmaceutiche che invece di abbassare i prezzi fanno le pubblicità sceme in televisione.
L’Uranio non uccide, anzi forse si… March 2, 2006
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Vi ricordate l’Uranio impoverito che è stato usato nella guerra in Bosnia?
Sono giunte le rassicuranti conclusioni dell’inchiesta del nostro parlamento, che spiegano:
Secondo la bozza di relazione, dalle audizioni svolte, dalle verifiche compiute e dalle testimonianze raccolte dalla Commissione, «non sono emersi elementi che consentano di affermare» che le patologie in questione siano da attribuire agli effetti derivanti dall’esposizione alle radiazioni o alla contaminazione dovuta al munizionamento all’uranio impoverito.
Quindi. le pallottole all’uranio impoverito non fanno mica male o meglio può essere ma non ci sono prove, un po’ come gli OGM.
Gli OGM, però, non si possono seminare mentre l’Uranio impoverito può essere sparso a piene a mani sui campi della Bosnia (non ex-jugoslavia, per pietà! O parliamo dell’entità geografica e allora è ancora “Jugoslavia” == “terre slave del Sud” o parliamo di entità politica e allora si devono chiamare gli stati per nome).
Ma, a proposito, quanto Uranio abbiamo sparso?
Che è stato comunque usato in gran quantità sia nel 1994-’95 in Bosnia (circa 10.000 colpi sparati su 12 siti), sia nel 1999 in Kosovo (31.000 colpi su 85 siti).
Quanto pesa un proiettile? Mah, chiediamo a Wikipedia visto che, per ora, c’è…
(principalmente dai cannoni GAU-8a da 30mm degli aeroplani d’attacco A-10, ogni proiettile dei quali conteneva 272 grammi di uranio impoverito).
272 grammi? alla faccia!
Quindi sono 272*(10.000+31.000)= 11.152.000 grammi (circa).
Con le equivalenze andavo forte in Quarta, vediamo oggi….
11.152.000g = 11.152kg = 11,152 tonnellate
Mica male, 11 tonnellate di uranio impoverito su un territorio pari a quello di un paio di regioni italiane. Tanto non fanno male, o almeno non ci sono le prove.
Infatti:
A sostegno di questa tesi anche il fatto che, a tutt'oggi, non sarebbero state
riscontrate tracce di uranio impoverito nei campioni istologici di militari italiani
che hanno sviluppato tumori.
e inoltre:
La Commissione però sottolinea che ogni forma tumorale ha quasi sempre «un'eziologia multicausale» ed è in questo contesto che vengono prese in considerazione quelle situazioni di degrado ambientale ed inquinamento «che possono aver giocato un ruolo particolarmente importante nel primo periodo di operatività dei contingenti, quando più alta era la concentrazione di inquinanti derivanti da manufatti industriali o civili danneggiati o distrutti dalle operazioni belliche».
Bene quindi è colpa dell'ambiente degradato: d'altra parte se la gente in tempo di guerra non investe in materiali di qualità e nei piani di riciclo poi magari viene il cancro anche alle truppe di pace che sparano innocuo uranio impoverito (tanto non finisce negli esami istologici.) Vabbè, caso chiuso...
A questo proposito nella bozza di relazione si ricordano soprattutto le 'nanoparticelle' che si producono in presenza di altissime temperature e la cui inalazione è stata indicata da alcuni esperti come possibile causa di incidenza di tumori.
Aspetta, aspetta? E queste chi sono?
«ciò suggerisce l'ipotesi - si legge nella bozza - di un ruolo indiretto dell'uranio nel promuovere le patologie tumorali attraverso le nanoparticelle da esso generate, che sembrano essere suscettibili di dispersione anche a grande distanza dal luogo di impatto dei proiettili e per un periodo di tempo allo stato non valutabile».
Scusate ma non ho capito bene...
L'uranio (ipotetico) genera le nanoparticelle (ipotetiche quanto l'uranio) che durano e possono spargersi non si quanto ma secondo i titoli dei giornali l'uranio impoverito è innocente? Continuo a non capire...
Boh, l'unica cosa non ipotetica è il numero dei casi di cancro in giro per il mondo (ed in particolare per chi va in missione di pace) che aumenta...
Vabbè, per fortuna nel Galles del sud hanno capito tutto sul modo di proteggere la civiltà dal vero pericolo! Altro che Uranio!
God Save the Queen (from nanoparticles).
L’ENI trivellerà a Nassyria February 16, 2006
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Non che sia niente di nuovo, anzi!
Però c’è sempre qualcuno che si stupisce come se fosse una novità:
«Entro la metà del 2006 il governo iracheno si prepara a siglare accordi con le più grandi Compagnie petrolifere occidentali, tra cui l’italiana Eni, per avviare la produzione di 11 campi petroliferi nel sud dell’Iraq, tra cui quello di Nassiriya», dove si trova il contingente italiano.
Ovviamente quando ci siamo andati, non ci stavamo neppure pensando, certo, lo so.
Eravamo lì solo per aiutare i nostri prossimi!
Gli stati canaglia amano l’Euro… February 13, 2006
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La Siria decide di abbandonare il dollaro per i pagamenti internazionali e direi che va segnato…
“Tutti i ministeri e le società pubbliche dovranno da ora in poi adottare l’euro al posto del dollaro per il rimborso delle somme dovute dagli organismi dello Stato alle parti estere”, si afferma in una circolare diffusa dal governo.
Nel frattempo a Teheran tra un arricchimento di uranio e l’altro, qualcuno ha un’idea:
Inoltre, alcuni commentatori hanno suggerito che la vera minaccia dell’Iran all’economia Usa – la vera sfida all’amministrazione Bush – consista nel tentativo di mettere in piedi da parte iraniana una “borsa petrolifera” entro il prossimo marzo, iniziativa che permetterebbe di commerciare il petrolio in euro. E che sposterebbe le vendite del greggio dalla loro attuale denominazione in dollari; ciò minerebbe la valuta americana, generando gravi ripercussioni economiche.
Qualcuno avverta Calderoli di questi nuovi guasti dell’Euro, io intanto (ri)inizio a scavare il rifugio antiatomico in giardino.
Ah, già! Il giardino non ce l’ho… ops!
Interessante confronto Giappone-Egitto February 9, 2006
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Be’ almeno a me sembra interessante: (da Avvenire.it)
Proviamo a ragionare dell’islam come se Dio ci fosse
Piero Gheddo
Alberto Ronchey (Il Corriere della Sera, 7 febbraio) esprime stupore perché due Paesi non occidentali, Giappone ed Egitto, sono partiti dalla stessa situazione feudale ed oggi il primo è pienamente inserito nel sistema democratico e ha accettato i valori e lo sviluppo dell’Occidente; il secondo, dal feudalesimo monarchico ad oggi (cioè dal 1953), è passato attraverso varie vicende ed è giunto ad avere un governo filo-occidentale di autoritarismo “temperato”, con una massa di popolazione (il maggior partito di opposizione nelle ultime elezioni del Parlamento) allineata ai Fratelli musulmani, dagli anni Venti capofila dell’ondata anti-occidentale e anti-democratica che travaglia i Paesi dell’islam e rischia di sconvolgere il mondo.
…
La differenza sta appunto nel fatto che il popolo egiziano (pur con una consistente minoranza cristiana) vive da più di mille anni in una cultura plasmata dalla fede islamica, per la quale la religione è un tutt’uno con la famiglia, la società, la politica, l’economia, lo stato, l’educazione: un popolo che non ha mai ricevuto l’annunzio del «date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio», mentre per il Giappone, e più in genere per i Paesi buddhisti, la fede religiosa è semplicemente una “norma del buon vivere”.
Norma che funziona perfettamente. E allora perché in Giappone si suicidano i giovani in massa?
Una proposta provocatoria. Dovrebbero, i nostri mass media e “opinion leader”, utilizzare meglio questi giorni angosciosi di contrasti con l’islam: non solo condannare gli estremisti islamici e chiedersi come fermarli (cosa assolutamente da fare), ma discutere se e come, noi occidentali che viviamo “come se Dio non esistesse“, possiamo fare un bel po’ di passi indietro sulla via della nostra galoppante “secolarizzazi one”, che fra l’altro ci conduce verso un mondo sempre meno vivibile, sempre più disumano. Col mondo islamico (un miliardo e 200 milioni di persone!), o tentiamo un dialogo e un progressivo avvicinamento o fra qualche tempo, temo, sarà scontro totale.
La vedo dura se l’Europa vuole sostituire le religioni tradizionali con una nuova religione umanista.
Sperem!