5000 poliziotti per una Condoleeza April 26, 2006
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Dal corriere.com
L’arrivo del segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ieri mattina ad Atene ha innescato una delle più violente proteste antiamericane degli ultimi tempi che hanno visto oltre 2mila persone, per lo più giovani, scendere in piazza per protestare
Con draconiane misure di sicurezza, più di 5.000 poliziotti delle unità speciali anti-rivolta erano stati dispiegati sin da lunedì nelle strade centrali della capitale
In pratica due poliziotti per ogni dimostrante.
Prove tecniche di militarizzazione o semplice paranoia?
February 27, 2006
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Segnamoci il post-it in attesa del prossimo crack finanziario:
Scajola e Tremonti, un piano contro la Francia
«Enel, intervenga Bruxelles»
Richieste di intervento all’Ue dopo lo stop nella conquista di Suez-Electrabel. Non escluse misure di ritorsione o di difesa
ROMA – Il governo è intenzionato a chiedere l’intervento dell’Unione Europea sulla Francia, accusata di protezionismo per gli ostacoli posti all’Enel, ma non esclude, a priori, misure di ritorsione o di difesa. «Se Bruxelles c’è, batta un colpo, la Commissione deve essere in grado di far rispettare le regole», ha detto il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola, che nei prossimi giorni convocherà tutte le imprese italiane del settore per elaborare un nuovo piano italiano per l’energia. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha contattato il collega francese e quello belga per esprimere loro l’irritazione del governo italiano, e da oggi inizierà a valutare le possibili contromisure.L’OFFENSIVA TREMONTI – Benché indispettito dall’atteggiamento francese, e spronato da gran parte della maggioranza alla reazione immediata, il ministro Tremonti non vuole comunque farsi prendere la mano. Al collega francese Thierry Breton, con cui ha parlato al telefono nei giorni scorsi, ha espresso senza mezzi termini la profonda delusione dell’esecutivo. Ricordandogli come l’atteggiamento del governo italiano nel caso dell’offerta di Bnp-Paribas sulla Banca Nazionale del Lavoro sia stato profondamente diverso. Poi il ministro dell’Economia, cui non è andata giù la scelta di campo immediata a fianco dei francesi, si è fatto sentire anche con il suo collega belga. Chiarito a Parigi e a Bruxelles che non sarebbe rimasto con le mani in mano, Tremonti ha convocato per oggi i suoi più stretti collaboratori e gli esperti del ministero dell’Economia per studiare nei minimi dettagli tutto il dossier relativo a Suez. I piani dell’Enel e, soprattutto, la reazione del governo francese. Tempi, dichiarazioni, rassegne stampa. «E’ la prima cosa che dobbiamo fare» ha detto ai suoi. «Poi possiamo pensare alla reazione, gli strumenti di certo non mancano» ha fatto sapere il ministro dell’Economia.
SCAJOLA A BRUXELLES – Per il ministro delle Attività produttive, che ha annullato l’incontro previsto per oggi col suo collega francese, la mossa di Parigi contro l’Enel è di fatto un intervento pubblico. «Il governo possiede l’80% di Gaz de France e quindi vuol dire che sta usando risorse pubbliche per ostacolare un’operazione di mercato». Di fronte a tutto ciò Bruxelles deve battere un colpo. Scajola sottolinea che la decisione francese è un «segnale insopportabile» e ricorda che la «logica dell’introduzione dell’euro era proprio quella di consentire un sistema integrato, nell’interesse dei cittadini, perché più concorrenza vuol dire prezzi più bassi, con le imprese che investono più in ricerca».
LA RAPPRESAGLIA – Scajola non vuole entrare nel merito («Anche perché potremmo parlare di società quotate, e poi perché siamo sotto elezioni»), ma ricorda che per metà marzo aveva chiesto a suo tempo un consiglio europeo per discutere di energia sull’onda dell’emergenza gas. «L’Italia dovrà approfittare di quel vertice per coinvolgere tutti gli altri Paesi sul comportamento della Francia». «Perché deve essere chiaro – osserva ancora il ministro – che se tutti fanno come Parigi, l’Europa affonda».
IL PRECEDENTE DI LETTA – Da oggi, dunque, Scajola e Tremonti inizieranno a valutare i margini di intervento. Poi, eventualmente, scatteranno le contromisure. Anche se il governo è dimissionario e le Camere sciolte, anche se il centrosinistra sostiene che sia una «stupidaggine». «Dev’essere un caso di omonimia – ripeteva ieri il ministro dell’Economia – oppure il Letta che oggi parla di stupidaggine era lo stesso Letta che, alla fine della scorsa legislatura, con governo dimissionario e Camere sciolte, fece il decreto imponendo il tetto del 2% al diritto di voto di Edf nella Edison?».
Roberto Bagnoli
Mario Sensini
27 febbraio 2006
Qualcuno si e’ ricordato che se i francesi ci tagliano il filo restiamo tutti al buio?
Per esempio qui:
Energia elettrica blackout in tutta Italia
Eppure il blackout era nell’aria da giorni. Perché da settimane il caldo imperversa e il sistema di distribuzione dell’energia elettrica non ce la faceva più a sostenere l’aumento dei consumi. E oggi non ce l’avrebbe fatta, nonostante la Francia abbia aumentato la sua fornitura verso l’Italia. (26 giugno 2003)
Oppure qui:
Per quanto riguarda le cause che hanno provocato il blackout, sia Bertolaso sia Bonaiuti invitano ad attendere le prossime ore nelle quali saranno svolti gli accertamenti da parte dei tecnici del Grtn e dell’Enel. «C’è stato un guasto tecnico – ha rilevato Bertolaso – secondo le prime informazioni sembrerebbe trattarsi di un problema nato in Svizzera, riverberatosi in Francia e poi in Italia».
L’Italia prova a mettere un piede in un settore che gli dà ossigeno. Nonono, non si fa. I francesi vogliono continuare a tenerci per le palle.
February 14, 2006
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Mi segno anche questa, e’ del 2003 (va nella cartellina “Non potevamo immaginare”):
Intervista a Gianni Silvestrini, ex direttore del ministero dell’ambiente, esperto di fonti rinnovabili
[...] C’è stata la polemica sull’eolico, con una sponda nel governo. Questo di fatto ha paralizzato il mercato. Noi siamo fermi a 800 Mw e la Germania è a 12.000. Idem per il solare, dove la Germania installa impianti fotovoltaici 15 volte più di noi. Ci sono paesi che, in vista della sfida posta da Kyoto, si stanno attrezzando. Nella Ue si discute di ridurre del -20/-40% le emissioni di gas serra, da qui al 2020. Una vera e propria rivoluzione energetica; per raggiungere quegli obiettivi bisogna aumentare moltissimo l’efficenza, puntare al massimo sulle fonti rinnovabili.
Bla bla bla…
La privatizzazione del mercato eletrico può avere inciso sull’efficienza nella gestione del sistema?
Non è un problema solo italiano. I singoli produttori pensano ovviamente a fare maggiori profitti, quindi si perde la visione complessiva della rete e della gestione della rete che c’era precedentemente. Questo la rende più fragile. Porta più facilmente a rischi come il blackout. In questo caso, secondo me, c’è stata però anche una grave carenza nella gestione dell’evento. E’ incredibile quel che è successo.
“Non potevamo sapere!”
Vediamo anche questa, e’ del 2005:
Conferenza nazionale sulle politiche energetiche
Aula Magna e Fac. di Ingegneria
dal 18 al 19 aprile 2005L’energia in Italia: le tecnologie per uno sviluppo sostenibile e le politiche per il rilancio del settore.
Aula Magna di Santa LuciaPer la prima volta un Ateneo organizza una conferenza sulle politiche energetiche chiamando a discuterne politici ed amministratori, insieme ad esperti del settore ed addetti ai lavori.
Per la prima volta, mica si poteva fare nel 1990 o nel 1995, essendo un argomento secondario, a chi vuoi che interessino le politiche energetiche? Mica ci si vincono le elezioni.
[...] Tra i molti esponenti che hanno già dato la loro adesione all’iniziativa anche il premio Nobel Carlo Rubbia e il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati.
Mh.
Politiche energetiche February 14, 2006
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Visto che la Russia ci taglia il gas;
visto che la politica energetica in Italia la fanno i privati e non lo stato;
visto che in Italia un piano energetico non sembra una priorità…
Mi sono messo a cercare in rete qualcosa di rassicurante. Tipo: “facciamo scorte di energia”; “politica estera per l’energia”; “pensiamo a dove cavolo trovare questa dannata l’energia”. Invece ho trovato le seguenti politiche energetiche.
Il sito dell’Enel ci informa:
La ricerca di un giusto mix di risorse per uno sviluppo sostenibile
Le sfide che la società si trova di fronte, devono essere affrontate con politiche energetiche sempre più attente alle esigenze di salvaguardia ambientale e di sviluppo sostenibile.
Questo scenario impone di optare per un mix di fonti energetiche che consenta da un lato di ridurre gli impatti ambientali e, dall’altro, di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, che resta, in ogni caso, un obiettivo primario insieme all’allineamento dei costi di produzione di energia elettrica in Italia ( vedi Grafico 1) a quelli medi europei.
Un mix? Cos’e’ uno scherzo?
Un più accelerato ricorso alle fonti rinnovabili, la ricerca di una maggiore efficienza energetica, lo sviluppo di nuove fonti di energia, l’utilizzo di tecnologie più avanzate per la generazione elettrica da fonti fossili, nonché l’adozione di misure di razionalizzazione e di risparmio di energia fanno parte di questo disegno strategico.
Il referendum contro il nucleare e’ del 1987 cioe’ quasi 20 anni fa. In tutto questo tempo non si e’ fatto niente e ora si parla di accelerato ricorso.
Ne fanno parte, parallelamente, iniziative di cooperazione tecnologica e industriale con i Paesi in via di sviluppo, che consentano di fornire risposte adeguate per le esigenze di crescita socio-economica di quei Paesi, ove la domanda di energia è in costante aumento (vedi Tabella).
Paesi in via di sviluppo? Quindi tra poco ci potremo rientrare anche noi. Questa e’ la buona notizia.
La sfida maggiore in questo campo riguarda sicuramente l’energia elettrica. Ancora oggi, infatti, un miliardo e seicento milioni di persone, pari a un quarto della popolazione mondiale, non ha accesso all’elettricità .
Sacrosanto. E anche noi tra poco non saremo messi meglio.
La necessità di riequilibrare questa situazione richiederà non solo ingenti investimenti (secondo stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, per poter incrementare adeguatamente la capacità di generazione elettrica occorrerebbe investire entro il 2030 oltre 2.000 miliardi di dollari nei soli Paesi in via di sviluppo)…
Con i soldi di chi?
Energia dall’agricoltura February 14, 2006
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Niente, prendo nota e basta:
L’articolo da agricolturanuova.crol.it :
La filiera italiana dell’energia nasce dal campo
“Le bioenergie prodotte a partire da materia prima italiana, rappresentano una nuova opportunità per gli agricoltori, nell’ottica di generare valore aggiunto alle commodities di loro produzione a patto che siano essi stessi parte integrante del processo di trasformazione”. Lo ha sottolineato il componente del Comitato di presidenza dell’Anga Marco Caliceti intervenendo al convegno di studi promosso a Roma dalla Presidenza della Commissione Agricoltura della Camera su “L’Agricoltura per l’energia, percorsi di sviluppo per i biocarburanti e la bioelettricità”.
Ora che ci tagliano il gas dalla russia escono fuori miridadi di queste iniziative. E’ solo una coincidenza.
“Costruire una bioraffineria – ha detto – significa prima di tutto offrire lavoro alle imprese di progettazione e costruzione; poi mantenere e creare posti di lavoro e nuove professionalità, generando indotto sul territorio“. Ed è importante per il Sistema Paese impegnarsi per la diversificazione e l’auto-approvvigionamento energetico: “Produrre biomasse in Italia da materia prima italiana significa maggiore indipendenza dai Paesi produttori di combustibili fossili. Ciò si traduce anche in una minore pressione sul prezzo del petrolio”.
Ancora:
Agroenergia: il convegno di Terni
Si svolgerà a Terni il 1° febbraio 2006, a partire dalle ore 15.00, presso la Chiesa del Carmine il convegno Energia da biomasse: una via per le imprese agricole, un’opportunità per l’Umbria organizzato da Confagricoltura dell’Umbria. L’Umbria, “polmone verde” d’Italia diventa sede – con il convegno Energia da biomasse: una via per le imprese agricole, un’opportunità per l’Umbria organizzato da Confagricoltura dell’Umbria – di un importante dibattito sulla nuova fonte ecologica di energia proveniente dalle biomasse, ovvero da materiali di origine biologica.
Averci pensato dieci anni fa no, eh?
“Non potevamo immaginare”!