Emanuele Filiberto in vista delle elezioni March 30, 2006
Posted by pinco in politica.trackback
Il 9 aprile 2006 e' vicine, le elezioni incombono.
E' un periodo importante per segnarsi qualche nota per vedere da che parte si butta Emanuele Filiberto di Savoia, personaggio di cui abbiamo già scritto su questo blocco note.
Questa e' del 24 Marzo 2006:
Emanuele Filiberto al San Luigi
'I politici non ascoltano gli italiani'Per la prima volta nella storia il principe è ospite di Bologna e risponde alle domande degli studenti che lo interpellano sulla difficile fase elettorale
Ecco, vorrei chiedere ai frati che l'hanno fatto entrare a parlare agli studenti, a che titolo lo hanno invitato. Che personalità e'? Che cosa ha fatto di tanto importante da meritarsi l'onore di salire in cattedra?
BOLOGNA, 24 marzo 2006 – Emanuele Filiberto è oggi, per la prima volta nella storia, ospite di Bologna.
Al collegio San Luigi risponde alle domande degli studenti che lo interpellano su questa difficile fase elettorale e sulla competizione tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi
Ha detto finora che non vuole entrare in politica, e lo interpellano sulla fase elettorale? Mah.
'I dibattiti tv? – commenta il principe di Savoia – Troppo individualisti, uno scontro tra due persone che non guardano avanti, il futuro è dei giovani non di quei due che a 70 anni sono quasi finiti'.
Il principe si propone leader e modello dei giovani? Come se tutti i giovani potessero permettersi di vivere facendo il presidente di una fondazione creata con i soldi che il padre ha guadagnato col traffico d'armi. Almeno stando agli appunti precedenti.
Il principe nega un futuro ingresso in politica ('La lascio a chi la sa fare'), però non risparmia un'altra stoccata ai contendenti: 'Gli italiani non vengono ascoltati ed è un peccato perchè il Paese merita molto di più'.
Quest'altro articolo e' del 29 marzo 2006:
Alcune settimane fa Vittorio Emanuele di Savoia e sua moglie Marina Doria annunciarono che in occasione delle Politiche avrebbero "sicuramente appoggiato Silvio Berlusconi".
Oggi anche loro figlio, Emanuele Filiberto, ha espresso la sua opinione in merito alla competizione elettorale e lo ha fatto nel corso di una intervista rilasciata al periodico Vanity Fair.
"No, per Forza Italia non voto – ha spiegato – però c'è l'Udc: Pier Ferdinando Casini mi piace, è in linea con i valori in cui credo: patria e famiglia".
Allora quindi si orienta verso l'area cattolica. C'era da aspettarselo. Prendiamo accuratamente nota.
Sentiamo anche il Resto del Carlino del 13/03/2006:
BOLOGNA, 13 MARZO 2006 – Visita a Bologna il 24 e 25 marzo prossimi per il principe Emanuele Filiberto di Savoia. "Obiettivo primario" del principe, si legge in una nota dell'associazione che ha fondato, "Valori e futuro", "e' incontrare i giovani, le famiglie e conoscere la realta' quotidiana dell'Italia, promuovendo i valori che animano il movimento da lui fondato".
In buona sostanza promette pane e un tetto sulla testa. Prove tecniche di regalità?
La serata- in compagnia del padre Vittorio Emanuele- prevede la prima di gala di "Scene della Vita di Mozart" e "Un Segreto d'Importanza", in onore dei Principi di Piemonte e di Venezia al Teatro comunale.
"In onore…" ???
L'incasso dei biglietti sara' devoluto all'ANT Italia e al servizio Italiano delle opere ospedaliere Mauriziane, cosi' come il ricavato del Gala di beneficienza che seguira' lo spettacolo nel foyer del teatro.
Insomma lo hanno invitato perché porta i soldi.
Siamo in un paese libero (per adesso) e se uno ha tanti soldi puo' darli in beneficienza, non c'e' niente di male. Ma bisogna stare attenti che questa benevolenza non sia una strategia per mettersi in evidenza ed arrivare all'improvviso sulla scena politica nazionale. Un ritorno al potere di una classe aristocratica e', a mio avviso, un evento deleterio per i valori della democrazia che in cinquant'anni abbiamo faticosamente costruito.
Ben venga un personaggio, fosse anche un principe, che si propone con azioni e idee. Ma buttare manciate di monete tra la folla festante, e' troppo poco per meritarsi un seguito. E' troppo poco nel terzo millennio.