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February 27, 2006

Posted by pinco in Europa, energia.
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Segnamoci il post-it in attesa del prossimo crack finanziario:

Scajola e Tremonti, un piano contro la Francia
«Enel, intervenga Bruxelles»
Richieste di intervento all’Ue dopo lo stop nella conquista di Suez-Electrabel. Non escluse misure di ritorsione o di difesa

ROMA – Il governo è intenzionato a chiedere l’intervento dell’Unione Europea sulla Francia, accusata di protezionismo per gli ostacoli posti all’Enel, ma non esclude, a priori, misure di ritorsione o di difesa. «Se Bruxelles c’è, batta un colpo, la Commissione deve essere in grado di far rispettare le regole», ha detto il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola, che nei prossimi giorni convocherà tutte le imprese italiane del settore per elaborare un nuovo piano italiano per l’energia. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha contattato il collega francese e quello belga per esprimere loro l’irritazione del governo italiano, e da oggi inizierà a valutare le possibili contromisure.

L’OFFENSIVA TREMONTI – Benché indispettito dall’atteggiamento francese, e spronato da gran parte della maggioranza alla reazione immediata, il ministro Tremonti non vuole comunque farsi prendere la mano. Al collega francese Thierry Breton, con cui ha parlato al telefono nei giorni scorsi, ha espresso senza mezzi termini la profonda delusione dell’esecutivo. Ricordandogli come l’atteggiamento del governo italiano nel caso dell’offerta di Bnp-Paribas sulla Banca Nazionale del Lavoro sia stato profondamente diverso. Poi il ministro dell’Economia, cui non è andata giù la scelta di campo immediata a fianco dei francesi, si è fatto sentire anche con il suo collega belga. Chiarito a Parigi e a Bruxelles che non sarebbe rimasto con le mani in mano, Tremonti ha convocato per oggi i suoi più stretti collaboratori e gli esperti del ministero dell’Economia per studiare nei minimi dettagli tutto il dossier relativo a Suez. I piani dell’Enel e, soprattutto, la reazione del governo francese. Tempi, dichiarazioni, rassegne stampa. «E’ la prima cosa che dobbiamo fare» ha detto ai suoi. «Poi possiamo pensare alla reazione, gli strumenti di certo non mancano» ha fatto sapere il ministro dell’Economia.

SCAJOLA A BRUXELLES – Per il ministro delle Attività produttive, che ha annullato l’incontro previsto per oggi col suo collega francese, la mossa di Parigi contro l’Enel è di fatto un intervento pubblico. «Il governo possiede l’80% di Gaz de France e quindi vuol dire che sta usando risorse pubbliche per ostacolare un’operazione di mercato». Di fronte a tutto ciò Bruxelles deve battere un colpo. Scajola sottolinea che la decisione francese è un «segnale insopportabile» e ricorda che la «logica dell’introduzione dell’euro era proprio quella di consentire un sistema integrato, nell’interesse dei cittadini, perché più concorrenza vuol dire prezzi più bassi, con le imprese che investono più in ricerca».

LA RAPPRESAGLIA – Scajola non vuole entrare nel merito («Anche perché potremmo parlare di società quotate, e poi perché siamo sotto elezioni»), ma ricorda che per metà marzo aveva chiesto a suo tempo un consiglio europeo per discutere di energia sull’onda dell’emergenza gas. «L’Italia dovrà approfittare di quel vertice per coinvolgere tutti gli altri Paesi sul comportamento della Francia». «Perché deve essere chiaro – osserva ancora il ministro – che se tutti fanno come Parigi, l’Europa affonda».

IL PRECEDENTE DI LETTA – Da oggi, dunque, Scajola e Tremonti inizieranno a valutare i margini di intervento. Poi, eventualmente, scatteranno le contromisure. Anche se il governo è dimissionario e le Camere sciolte, anche se il centrosinistra sostiene che sia una «stupidaggine». «Dev’essere un caso di omonimia – ripeteva ieri il ministro dell’Economia – oppure il Letta che oggi parla di stupidaggine era lo stesso Letta che, alla fine della scorsa legislatura, con governo dimissionario e Camere sciolte, fece il decreto imponendo il tetto del 2% al diritto di voto di Edf nella Edison?».
Roberto Bagnoli
Mario Sensini
27 febbraio 2006

Qualcuno si e’ ricordato che se i francesi ci tagliano il filo restiamo tutti al buio?
Per esempio qui:

Energia elettrica blackout in tutta Italia

Eppure il blackout era nell’aria da giorni. Perché da settimane il caldo imperversa e il sistema di distribuzione dell’energia elettrica non ce la faceva più a sostenere l’aumento dei consumi. E oggi non ce l’avrebbe fatta, nonostante la Francia abbia aumentato la sua fornitura verso l’Italia. (26 giugno 2003)

Oppure qui:

Per quanto riguarda le cause che hanno provocato il blackout, sia Bertolaso sia Bonaiuti invitano ad attendere le prossime ore nelle quali saranno svolti gli accertamenti da parte dei tecnici del Grtn e dell’Enel. «C’è stato un guasto tecnico – ha rilevato Bertolaso – secondo le prime informazioni sembrerebbe trattarsi di un problema nato in Svizzera, riverberatosi in Francia e poi in Italia».

L’Italia prova a mettere un piede in un settore che gli dà ossigeno. Nonono, non si fa. I francesi vogliono continuare a tenerci per le palle.

La nuova grande minaccia… February 23, 2006

Posted by pallino in liberta'.
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Ebbeni si, c’è una nuova grande minaccia all’orizzonte, almeno secondo il nostro Ministro dell’Interno.

Leggiamo quello che diceva prima delle Olimpiadi, parlando dei famosi anarco-insurrezionalisti :

Non ci sono segnalazioni da parte dei servizi di possibili atti terroristici, ha rassicurato ieri il ministro dell’Interno Beppe Pisanu, ma non sarebbero esclusi quelli «individuali», per cercare visibilità nel momento-vetrina per l’Italia.

E, poi, vediamo cosa ha detto in questi giorni riferendosi ai pericoli post-vignette:

Nel nostro paese non si registrano ripercussioni degne di nota, ma non sono escluse ipotesi di autonome iniziative di rivalsa, anche individuali.

Quindi, il prossimo grande nemico imprevedibile ed invisibile è proprio lui: l’individuo!

Il quale, foraggiato dalle imprese di Chuck Norris e dalle informazioni malvage che trova su internet (macchè controllarla! Va chiusa, via!), può diventare pericoloso senza nemmeno mandare volantini o lettere di rivendicazione come i terroristi tradizionali.

Per fortuna le telecamere e le forze dell’ordine ci proteggono dagli individui!

Ne servono di più, altrimenti non potremmo sapere cosa fanno quali malvagi fini individuali hanno gli individui.

Come? Anche noi siamo individui?

Andiamoci piano! Io non ho nulla da spartire con simile gentaglia…

Una congiunzione astrale February 22, 2006

Posted by pinco in politica.
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Argh, segnamoci nel post-it:

Prodi: 2500 euro per ogni bimbo sotto 3 anni
«La famiglia è centrale nel nostro programma. Asili nido: realizzarne 3 mila in tre anni»

NAPOLI – Fin dalla prima Finanziaria 2.500 euro all’anno per ogni bambino fino a 3 anni di età fino al compimento della maggiore età. Inoltre un grande piano nazionale di sviluppo degli asili nido con l’obiettivo di realizzarne 3 mila in tre anni.

Cosa vuol dire questa frase in italiano? Vuol dire: tutti i bambini che al momento dell’approvazione della finanziaria avranno compiuto un’età da 0 a 3 anni riceveranno un sussidio per 18 anni.

E’ una specie di congiunzione astrale, poteva anche dire, “quelli nati nel capricorno con la luna nel cancro…”.

Cosi’ come le femministe, per emanciparsi imitano il peggio degli uomini, anche Prodi, per vincere le elezioni imita il peggio del berlusconismo.

No, ti prego, Romano, no!

Il programma della Cdl: come 5 anni fa February 17, 2006

Posted by pinco in politica.
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Dal Corriere.it :

Stesso copione stesso errore
di Francesco Giavazzi

Chi e’ questo?

Una homepage sul sito della Bocconi:

Francesco Giavazzi (Bergamo, 1949) is professor of economics at Bocconi University in Milan and a regular visiting professor at MIT. He is a research fellow and a trustee of CEPR (the Centre for Economic Policy Research) in London, a research associate of NBER (the National Bureau of Economic Research) in Cambridge (Mass) and a member of the economics panel of the Brookings Institution in Washington.

Wow. Torniamo all’articolo, non lo quoto tutto, ma e’ corto, andatevelo a leggere:

Il programma con il quale cinque anni fa Berlusconi si presentò agli elettori poteva non piacere, ma era frutto di un ragionamento coerente. Nel triennio che precedette quel voto, 1998-2000, l’economia europea era cresciuta un po’ più del 3% l’anno. Nel 2000 il tasso di crescita era stato addirittura del 3,5%, non lontano dal 3,7 degli Stati Uniti; persino l’Italia era cresciuta del 3%, non accadeva da quindici anni. I conti pubblici erano in buona salute: il 2000 si era chiuso con un avanzo di bilancio, al netto degli interessi, vicino al 6% del prodotto interno lordo (pil) e il rapporto tra debito e pil era sceso dal 117 al 111 per cento.

Quindi la mortadella non e’ poi cosi’ indigesta. Voglio dire, Prodi, nel 2001, ha consegnato a Berlusconi un paese abbastanza in salute. Non da buttar via insomma.

La strategia di Berlusconi — e del suo ministro dell’Economia, Giulio Tremonti — si reggeva su una speranza: che la crescita continuasse, consentendo di tagliare le tasse, aumentare la spesa sociale e finanziare le opere pubbliche senza intaccare gli equilibri di bilancio.

Chi visse sperando mori’ crepando.

Dopo l’11 settembre tutto apparve più difficile, a cominciare dai conti pubblici. In quel momento Berlusconi commise il secondo errore. Aveva di fronte a sé due strade: sfidare Bruxelles e procedere comunque con la riduzione delle tasse, contando, come Ronald Reagan, che il taglio fiscale avrebbe stimolato la crescita e quindi si sarebbe ripagato da solo. Oppure cambiare strategia e puntare su privatizzazioni e liberalizzazioni, misure che non costano nulla ma che avrebbero anch’esse — a mio parere ancor più che il taglio delle tasse — stimolato la crescita.

L’articolo continua dicendo che Berlusconi cioe’ il centrodestra non ha fatto scelto nessuna delle due strade.

Il programma che oggi Berlusconi propone agli elettori riproduce sostanzialmente i punti di cinque anni fa; meno tasse e più spesa, aumenti delle pensioni minime, buoni- casa, più risorse per scuole e ospedali, aiuti alle imprese, infrastrutture. Oggi però, contrariamente a cinque anni fa, quando nessuno poteva prevedere l’11 settembre, i rischi sono tanti e ben noti: il prezzo del petrolio, gli aumenti dei tassi di interesse negli Stati Uniti e ora anche in Europa, l’eventualità di un’epidemia aviaria, la possibilità che i prezzi degli immobili, troppo elevati in molti Paesi, cadano repentinamente, trascinando con sé i consumi. E quel 6% di avanzo nei conti pubblici nel frattempo ce lo siamo mangiati.

Berlusconi ha già sprecato una legislatura perché non è stato capace di cambiare strategia di fronte al mutare delle condizioni esterne. Che cosa farà questa volta se, come è possibile, l’economia europea non trascinerà l’Italia? Ripeterà che avrebbe voluto fare di più, ma che ancora una volta è stato sfortunato?

Caro professor Giavazzi, hai un cervello e lo sai usare.

Hai riordinato in modo semplice e chiaro, i pezzi che tutti abbiamo mescolati in testa.

Da oggi hai un fan.

Un parere obbiettivo February 16, 2006

Posted by pinco in generico.
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Mi annoto anche questa, e’ obbiettivo e interessante:

 Castrazione chimica

Una soluzione che chiedono in molti. È attuabile?

Se ne parla come di un rimedio estremo. Ormoni e chemioterapia come se si trattasse della cura di un tumore. La castrazione chimica prevede tutto questo e anche una serie di sedute di psicoterapia. Qual è l’obiettivo? Inibire la libido in coloro i quali sono già stati condannati per episodi di violenza, impedendo così che ripetano gli episodi di aggressività nei confronti dei bambini.

Nello specifico, il pedofilo consenziente dovrebbe assumere quotidianamente un farmaco che contrasta il testosterone influendo sulla sua regolarizzazione. Gli esperti dicono che l’efficacia è scientificamente provata e gli effetti collaterali sono ridotti. La cura esiste da circa quindici anni, e non è mai stata utilizzata in Italia da un punto di vista giuridico. Ovvero non è mai stata imposta da un giudice. Ma nel 1997 durante il processo ad uno stupratore recidivo, i periti d’ufficio hanno richiesto il trattamento ormonale per l’imputato.

La nostra costituzione garantisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
Diverso è il caso degli altri paesi europei. Dal 1969 la castrazione chimica è in uso in Germania – solo se il soggetto ha superato i 25 anni d’età e a seguito di una perizia medica che attesti l’idoneità al trattamento -, dal 1973 in Danimarca, in sostituzione della castrazione chirurgica (al condannato venivano prospettate due
alternative, castrazione o prigione), dal 1993 in Svezia – con il consenso dell’interessato e per casi a rischio di recidiva -, dall’inizio del 1997 in Francia.
Daniele Passanante

La bomba demografica si sgonfia (II) ? February 16, 2006

Posted by pinco in generico.
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Ancora annotiamo:

Adesso, con la “Dichiarazione di Heidelberg”, sembra che anche la cultura “che conta” abbia il coraggio di cominciare a ragionare sui dogmi “verdi”: quel coraggio che, per tanti decenni, quegli stessi intellettuali non hanno avuto con i dogmi “rossi”. Uno dei firmatari della “Dichiarazione” è Haroun Tazieff, il maggiore vulcanologo mondiale, il quale afferma che tra i sedicenti “scienziati” dei movimenti ambientalisti abbondano quelli che chiama “i pericolosi ciarlatani”.

Della falsità dei dati che vengono presi sul serio senza verifica e in base ai quali sì grida alla “bomba demografica”, c’è ora l’esempio preciso e documentato della Nigeria. Se vediamo alla voce relativa di tutti i manuali più aggiornati, possiamo constatare come alla Nigeria vengano attribuiti 116 milioni dì abitanti, che ne farebbero il più popoloso Paese africano. In realtà ce ne sono ben 35 milioni di troppo: la Nigeria “vera” ha poco più di 80 milioni di abitanti. È successo, infatti, che quest’anno si è tenuto il censimento: il primo credibile nella storia del Paese, perché svoltosi sotto il controllo di osservatori delle Nazioni Unite. L’ultima valutazione fatta dall’amministrazione coloniale inglese, nel 1952, dava 30 milioni di abitanti; stando alle proiezioni dei demografi, la Nigeria attuale non avrebbe dovuto superare gli 80 milioni. Come, difatti, è. Perché, allora, quei 116 milioni?

Ma si guarderanno bene dal farlo tutti coloro che vedono il grande nemico dell’umanità nella Chiesa cattolica, restata sola a dire che potrebbe anche non essere vero che siamo in troppi. O che, comunque, non è dal numero degli abitanti che dipendono tutti i nostri guai.

© Le cose della vita, San Paolo, Milano 1995, p. 294.

Millenovecentonovantacinque?

La bomba demografica si sgonfia? February 16, 2006

Posted by pinco in generico.
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Annotiamo, no davvero, solo annotiamo:

Paul Kennedy (professore di storia alla Yale University. Ha pubblicato tra l’altro Il mondo in una nuova era (Garzanti 2001)

Fonte: www.internazionale.it
Internazionale 558, 23 settembre 2004
Alla fine di agosto, i lettori di molti giornali saranno stati piacevolmente sorpresi di sapere che la “bomba demografica”, che da decenni toglie il sonno agli esperti, sta esaurendo la sua forza dirompente. Di recente l’agenzia dell’Onu che ogni anno pubblica statistiche sui trend demografici ha un po’ ridimensionato le sue previsioni.
l motivo principale del rallentamento della crescita demografica è semplice: i tassi di natalità sono scesi sia nei paesi industrializzati (ma non in tutti) sia in quelli in via di sviluppo (anche qui, non in tutti).
Tuttavia, in questa situazione ci sono vari aspetti su cui riflettere. Il primo è l’implosione demografica dell’Europa, del Giappone e della Russia: bisogna puntualizzare che una società anziana è anche una società cauta e conservatrice, ed è difficile che si avventuri a promuovere i cambiamenti necessari per stare al passo con il ventunesimo secolo.
Un’ultima considerazione. Anche se i tassi di fecondità di tutto il mondo in via di sviluppo si stabilizzassero oggi stesso, ci troveremmo comunque di fronte a una sfida: quella posta dal miliardo e più di giovani che attualmente hanno un’età compresa tra i 5 e i 20 anni.

Parla il detenuto che chiede la castrazione chimica: è l’unico rimedio February 16, 2006

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Prendiamo nota, dal Corriere.it:

REGGIO EMILIA — Con gli stuzzicadenti costruisce velieri. Di sicuro, prima di uscire di qui, avrà una flotta tutta sua.

Una persona tranquilla, che non fa male a nessuno.

Natale Terzo ha sessant’anni ed è un pedofilo. La parola non lo sconvolge ed è lui stesso a usarla quando parla di sé. Né lo spaventa sentir parlare di «castrazione chimica», il trattamento farmacologico e psicoterapeutico che diversi Stati già da alcuni anni prevedono per i pedofili recidivi. Un trattamento volontario, non coatto. Come quello che Natale Terzo ha chiesto per sé e sul quale sta lavorando una commissione di esperti nominata dal governo.

Se e’ un trattamento volontario deve essere una cosa buona.

«Non mi interessa rinunciare al sesso, molto più importante è evitare di fare male ai bambini. Credo che questo valga non solo per me, ma per tutti i pedofili che, come me, sanno ciò che fanno, ma non riescono a farne a meno e quindi sono portati a rifarlo».

Non si deve reprimere i propri istinti, fa male.

Natale Terzo, 60 anni, ha commesso abusi su 20 bambini:

Sticaxxi, 20?

Se la castrazione e’ una cosa buona, che viene scelta da una persona liberamente, perché non estenderla a tutti quelli che ne hanno bisogno?

Ma chi decide chi ne ha bisogno? Ci sono proposte?

Dal blog di Grillo:

Marco Pannella mi ha inviato questa lettera sulle Primarie dei Cittadini sull’energia. In realtà è dedicata all’eccessiva natalità e ai pericoli che ne derivano per il nostro futuro.

“Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista, che ha visto alleati nei decenni precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa, sia il Potere dell’Impero sovietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo, che hanno imposto e impongono all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando centinaia di milioni di bambini amorire di fame, stenti, guerre… “

Per esempio un’autorità potrebbe decidere chi e quando puo’ riprodursi. La castrazione chimica impedirebbe di moltiplicarsi bestialmente, come dice lui.

L’ENI trivellerà a Nassyria February 16, 2006

Posted by pallino in energia, mondo.
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Non che sia niente di nuovo, anzi!

Però c’è sempre qualcuno che si stupisce come se fosse una novità:

«Entro la metà del 2006 il governo iracheno si prepara a siglare accordi con le più grandi Compagnie petrolifere occidentali, tra cui l’italiana Eni, per avviare la produzione di 11 campi petroliferi nel sud dell’Iraq, tra cui quello di Nassiriya», dove si trova il contingente italiano.

Ovviamente quando ci siamo andati, non ci stavamo neppure pensando, certo, lo so.

Eravamo lì solo per aiutare i nostri prossimi!

Patente del computer February 14, 2006

Posted by pinco in costume, tecno.
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Prendo spunto da un commento dal sito di Beppe Grillo.

Il commento dice:

Scusate ragazzi. Visto che il post e’ appena arrivato, vi rubo solo 2 secondi per sapere se qualcuno di voi usa Skype. Io ho appena acquistato un credito di 10 euro, ma quando provo a chiamare un numero mi dice che non e’ valido. Mi potete aiutare? Se volete potete inviarmi una mail *******@tin.it
Scusate per lo spazio rubato ma non so a chi rivolgermi.

L’articolo originale di Beppe Grillo riguardava una lettera di Pannella sulla sovrapopolazione.

Il commento lasciato e’ incredibilmente inopportuno. In gergo si chiama OFF-TOPIC ed e’ una delle cose piu’ maleducate che si possono fare su internet.

Pensate un po’: questo utente ha comprato un servizio, e ha problemi. Non visita il sito di Skype. Non cerca suggerimenti con Google. Non legge il cartellino che gli hanno venduto alla ricerca di un numero verde. Non chiede aiuto nei gruppi di discussione dedicati a Skype. Non va a cercare aiuto con Skype stesso.

No, questo utente non riece a produrre una pensata migliore di scrivere ad un noto Blog  nazionale che si occupa di politica.
Ci sono tanti utenti di computer e di internet cosi’ sprovveduti (ma tanti, ma proprio tanti) e sono la prima causa dell’incredibile proliferare di virus, di truffe informatiche e di spam.